AICS Leggi&Fisco (con aggiornamenti dalla Direzione Nazionale)




Da AICS Leggi&Fisco del 07 Gennaio 2019
a cura di Pier Luigi Ferrenti, responsabile nazionale organizzazione

Anche questa fine d’anno, come da tradizione, ha riservato tantissime novità alle associazioni sportive dilettantistiche e agli enti del terzo settore.
Alcune di esse sono destinate a incidere significativamente (e pesantemente) sull’organizzazione e sull’attività di tali soggetti; altre invece sono positive modifiche, da tempo attese, di alcune norme di legge.
Sinteticamente, tali novità sono riassumibili con i nuovi adempimenti per il Registro CONI 2.0, e con quanto previsto dalla conversione in legge deldecreto legge 23 ottobre 2018 n. 119 (legge 17 dicembre 2018, n.136), dalla Circolare del Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali sugliadeguamenti statutari degli Enti del Terzo Settore (Circolare 27 dicembre 2018 n.20), dall’approvazione del bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 (legge 30 dicembre 2018 n.145).
Con questo primo contributo, oltre che ribadire e integrare le informazioni più volte date sui nuovi adempimenti richiesti dal Registro CONI 2.0, ci limitiamo a dare notizia sintetica degli altri provvedimenti di interesse per le ASD e gli ETS, sui quali si tornerà nei prossimi giorni.
REGISTRO CONI 2.0
Dal 1° gennaio, come è noto, le attività sportive, didattiche e formative svolte dai nostri comitati territoriali, non devono più essere caricate sul portale EPS ma direttamente sul registro CONI 2.0, tramite un web service nazionale. Sul registro andranno anche caricate leattività didattiche che le ASD/SSD svolgono su autorizzazione dei Comitati provinciali e regionali nonché le attività sportive a cui le stesse ASD/SSD partecipano o organizzano tramite affidamento temporaneo dei nostri comitati.
Abbiamo predisposto allo scopo, all’interno del programma di tesseramento on line, uno specifico software, raggiungibile dalla sezione “Eventi”.
Il programma è al momento in fase di test, e sarà pienamente utilizzabile a partire dal prossimo 14 gennaio. L’utilizzo del software è di facile comprensione ma stiamo comunque predisponendo un manuale d’uso. Tutti i comitati hanno inoltre ricevuto i modelli, scaricabili anche dall’area riservata del nostro sito, che le ASD/SSD affiliate dovranno compilare per chiedere le suddette autorizzazioni. Tali modelli, che sostituiscono quelli a suo tempo predisposti, contengono tutti i dati, richiesti dal CONI, da immettere nel nuovo programma.
E’ necessario infine sottolineare ancora una volta come l’immissione delle attività didattiche, formative e sportive nel Registro CONI assuma, anche e soprattutto per le ASD/SSD affiliate, un’importanza fondamentale anche ai fini ricognitivi e di controllo della spettanza dei benefici fiscali per esse previsti, come ricordato dalla Circolare Agenzia delle Entrate 18/E dell’agosto scorso.
DECRETO LEGGE 23 OTTOBRE 2018 N. 119
Il decreto ha apportato alcune modifiche al codice del terzo settore. Tra le più significative, quella che riguarda le organizzazioni di volontariato,le quali, se l’attività di interesse generale da loro prestata è svolta quale attività secondaria e strumentale nei limiti di cui all’articolo 6 del codice, potranno non limitarsi a ricevere per essa soltanto il rimborso delle spese effettivamente sostenute e documentate.
Inoltre, per gli Enti del terzo settore in genere, escluse le imprese sociali, le attività di interesse generale si considerano ora non commerciali qualora i ricavi non superino di oltre il 5 per cento i relativi costi per ciascun periodo d’imposta e per non oltre due periodi d’imposta consecutivi. Il decreto ha infine ampliato le tipologie di erogazioni liberali a favore degli enti del terzo settore per le quali i contribuenti hanno diritto a detrazioni d’imposta.
Lo stesso decreto-legge ha esonerato dall’obbligo di fatturazione elettronica tutti quei soggetti (ASD/SSD/associazioni di promozione sociale, etc. etc) che sono in possesso di partita IVA e hanno optato per la tenuta della contabilità secondo quanto previsto dalla legge 398/91.
Da tale obbligo sono però esonerati solo quanti nel periodo d’imposta precedente (dunque, in prima applicazione, nel 2018) hanno conseguito dall’esercizio di attività commerciali proventi per un importo non superiore a euro 65.000.
Se i proventi sono invece stati maggiori di euro 65.000, la fattura deve essere emessa per loro conto dal cessionario o committente soggetto passivo d’imposta.
Resta inteso che quando gli Enti del Terzo Settore non potranno più optare per la ex 398 (presumibilmente dal gennaio 2020), questo esonero, per loro, perderà di efficacia.
Il decreto 119 aveva anche stabilito che, a prescindere dai proventi conseguiti nell’anno precedente, tutte le fatture per pubblicità e sponsorizzazione dovessero essere emesse dal concessionario o committente. Questa norma è stata però cancellata dalla legge di bilancio.

CIRCOLARE DEL MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI SUGLI ADEGUAMENTI STATUTARI DEGLI ENTI DEL TERZO SETTORE
La Circolare dà indicazioni e prescrizioni in merito agli adeguamenti statutari che ODV, APS e ONLUS, chiamate a modificare i loro statuti entro il prossimo 3 agosto, debbono approvare, nonché sulle modifiche che devono approvare le Reti Associative.
La Circolare prende in esame tre diverse tipologie di norme del codice del terzo settore, “suscettibili di formare oggetto di adeguamento statutario”, distinguendole tra “norme inderogabili”, “norme derogabili solo attraverso espressa previsione statutaria” e “norme che attribuiscono all’autonomia statutaria mere facoltà”. Su tali basi, essa fornisce “gli opportuni chiarimenti ai fini del corretto esercizio dell’autonomia statutaria degli enti sopra menzionati”.
A ragione di ciò, stiamo ulteriormente rivedendo i modelli di statuto che abbiamo a suo tempo predisposto per APS e ODV; i nuovi modelli saranno inviati a breve a tutti i comitati territoriali e saranno inoltre scaricabili dall’area riservata del sito.
LEGGE 145/2018
Corposo è il complesso degli interventi che la legge di Bilancio ha messo in campo in materia di sport, rinvenibili in oltre 30 commi (commi 621-653).
Di immediato interesse per le ASD/SSD è il comma 646 che modifica l’articolo 27-bis della tabella di cui all’allegato B annesso al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642. In pratica, con questa modifica, sono esenti dall’imposta di bollo in modo assoluto “gli atti, i documenti, le istanze, i contratti, nonché le copie, anche se dichiarate conformi, gli estratti, le certificazioni, le dichiarazioni e le attestazioni poste in essere o richiesti” oltre che dalle ONLUS, dalle federazioni sportive e dagli enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI, dalle associazioni e società sportive dilettantistiche senza fine di lucro riconosciute dal CONI.
Ricordiamo che analoga agevolazione era stata riservata dal codice del terzo settore (art. 82) agli Enti del terzo Settore, escluse le imprese sociali, e che dunque essa è già in vigore per APS, ODV e ONLUS iscritte negli appositi registri.
Altre novità in materia sportiva introdotte dalla legge di bilancio e di interesse per le nostre associazioni e i nostri comitati, sono l’ampliamento del credito d’imposta per le erogazioni liberali destinate a interventi di manutenzione e restauro di impianti sportivi pubblici e per la realizzazione di nuove strutture sportive (il cosiddetto sport bonus), il maggior finanziamento delle “Special Olympics Italia” e la riforma del CONI.
Per quanto riguarda quest’ultima, di cui tanto si è parlato, si deve evidenziare la trasformazione della “CONI Servizi SPA” in “Sport e Salute SPA”, il cui Consiglio d’Amministrazione sarà nominato dal Governo e non più dal CONI.
Il CONI e Sport e Salute beneficeranno complessivamente di un finanziamento annuo non inferiore a 410 milioni di euro: al CONI, che sostanzialmente si occuperà solo di preparazione olimpica, andranno 40 milioni; tutto il resta andrà a Sport e Salute, che con parte di questi fondi (almeno 280 milioni di Euro) dovrà provvedere al sostegno, finora assicurato dal CONI, di Federazioni Sportive,Enti di Promozione Sportiva, Discipline Associate, anche sulla base degli indirizzi generali adottati dallo stesso CONI. La riforma andrà a regime nel 2020.
La legge di bilancio stanzia poi ulteriori 50 milioni di euro, per il 2019, per il servizio civile universale (in totale, 198 milioni nel 2019, 142 nel 2020, 101 nel 2021). Infine, ed è polemica forte esplosa in questi giorni, tanto da indurre il Governo a dichiarare che correggerà la norma e a convocare il Forum del Terzo Settore per il prossimo 10 gennaio, con la legge di bilancio si elimina l’agevolazione IRES per le attività svolte da enti e istituti di assistenza sociale, ospedalieri, di assistenza e beneficenza, istituti di istruzione, dotati di personalità giuridica.


Da AICS Leggi&Fisco del 12 Novembre 2018
Obbligo di FATTURAZIONE ELETTRONICA per gli Enti no-profit: i possibili scenari
a cura di Alessio Silvestri

Al fine di contrastare l'evasione fiscale, dal 1° Gennaio 2019 scatterà l'obbligo di fatturazione elettronica per tutti i soggetti IVA.
Il nuovo obbligo porterà ad un cambiamento epocale da cui saranno esonerati solo i soggetti che operano in regime di vantaggio e coloro che applicano il regime forfetario.
Per gli enti no-profit, occorre fare una distinzione fra quelli dotati di partita iva e quelli dotati del solo codice fiscale.
Quelli che hanno partita iva devono emettere fattura elettronica per le prestazioni rese ai propri clienti, dotandosi obbligatoriamente di una pec e
adempiendo a tutti gli obblighi previsti dalla normativa sulla fatturazione elettronica (trasmissione fattura in formato xml, conservazione digitale, e via dicendo).
Dovranno inoltre premurarsi di richiedere ai propri clienti l'indirizzo pec e/o il codice Sdi (sistema di interscambio) necessari per la ricezione dei documenti.
Gli enti no-profit dotati esclusivamente di codice fiscale, non ponendo quindi in essere operazioni commerciali, sono equiparati dalla legge ai privati: per le fatture ricevute, avranno quindi il diritto di richiedere una copia cartacea ai propri fornitori.
In alternativa, potranno prelevare le fatture elettroniche emesse dai loro fornitori direttamente dal portale dell'agenzia delle entrate nella sezione "Fatture e corrispettivi"; in questo caso dovranno dotarsi di una pec e/o di un codice Sdi, da registrare sul sito dell'agenzia stessa, e da comunicare successivamente ai loro fornitori.
Il codice Sdi (Sistema di Interscambio) è un identificativo di 7 caratteri, univoco per ogni partita Iva, che consente la trasmissione e la ricezione delle fatture elettroniche con modalità più agevoli rispetto alla pec. Utilizzare infatti la pec vorrà dire dover far fronte ad eventuali problemi di carattere amministrativo, come ad esempio: casella di posta piena, filtri antispam, cancellazioni ed errori accidentali, superamento del limite della dimensione allegato (30 MB).
L'attivazione di un codice sdi, d'altro canto, comporterà per l'ente dei costi aggiuntivi che variano a seconda dell'intermediario prescelto.
Molto dipenderà quindi dalla mole di documenti trasmessi/ricevuti: è lecito credere che gli enti no-profit che mensilmente emettono/ricevono un numero esiguo di fatture si doteranno di una semplice pec; discorso inverso per chi, dovendo gestire un numero cospicuo di documenti, preferirà usufruire dei vantaggi della gestione della fatturazione elettronica offerti dall'intermediario.

Da AICS Leggi&Fisco del 26 Ottobre 2018:
Decreto Fiscale 119/2018 – Le novità per Asd e Ssd
A cura di Alessio Silvestri
All’interno del Decreto Legge n. 119 del 23/10/18, trovano spazio anche le società e le associazioni sportive dilettantistiche iscritte nel Registro CONI.
Infatti, come si evince dall’art.7 del Decreto, alle stesse viene concessa la possibilità di avvalersi della “dichiarazione integrativa speciale”, per tutte le imposte dovute e per ciascun anno di imposta, nel limite complessivo di 30.000 euro di imponibile annuo.
Fino al 31 maggio 2019, le A.S.D. e le S.S.D. possono correggere errori od omissioni ed integrare, con le modalità previste dal suddetto articolo, le dichiarazioni fiscali presentate entro il 31 ottobre 2017.
Sul maggior imponibile integrato, sarà applicata un’aliquota pari al 20% ai fini delle imposte sui redditi e relative addizionali, oltre all’imposta sul valore aggiunto dovuta per intero.
Le Asd e Ssd potranno, inoltre, avvalersi della “definizione agevolata” per atti del procedimento di accertamento non impugnati e ancora impugnabili alla data del 24.10.2018 , versando un importo pari al 50 per cento delle maggiori imposte accertate, fatta eccezione per l’Iva, dovuta per intero, ed al 5 per cento delle sanzioni irrogate e degli interessi dovuti.
E’ prevista, inoltre, la possibilità di definire i contenziosi pendenti a condizioni più favorevoli rispetto agli altri contribuenti.
La percentuale di definizione agevolata delle liti pendenti dinanzi alle commissioni tributarie varierà a seconda dei casi. Nello specifico:
1) 40 per cento del valore della lite e del 5 per cento delle sanzioni e degli interessi accertati nel caso in cui, alla data del 24.10.2018, questa penda ancora nel primo grado di giudizio;
2) 10 per cento del valore della lite e del 5 per cento delle sanzioni e degli interessi accertati, in caso di soccombenza in giudizio dell’amministrazione finanziaria nell’ultima o unica pronuncia giurisdizionale resa e non ancora definitiva alla data del 24.10.2018;
3) 50 per cento del valore della lite e del 10 per cento delle sanzioni e interessi accertati in caso di soccombenza in giudizio della società o associazione sportiva nell’ultima o unica pronuncia giurisdizionale resa e non ancora definitiva alla data del 24.10.2018.
Le condizioni più favorevoli rispetto agli altri contribuenti varranno solo se le imposte in contestazione sono inferiori singolarmente ad euro 30.000, altrimenti varranno le condizioni previste per la generalità dei contribuenti.
La particolarità del provvedimento sta proprio nell’aver creato per le sole A.S.D. E SSD iscritte al Coni una sorta di” pax fiscale” con condizioni differenti e più vantaggiose rispetto alla generalità dei potenziali beneficiari.
Da AICS Leggi&Fisco del 5 Ottobre 2018:
a cura di Pier Luigi Ferrenti, responsabile nazionale organizzazione
Come noto, e come già avete avuto modo di leggere sulle pagine di AICS ON LINE, lo scorso 10 settembre (Gazzetta Ufficiale n. 210) è stato pubblicato il Decreto legislativo 3 agosto 2018 n.115 con il quale si apportano disposizioni integrative e correttive al Codice del Terzo settore (dlgs 3 luglio 2017, n. 117).
Un decreto molto atteso da tutto il no profit, di cui abbiamo parlato più volte su questa newsletter, che è stato approvato sul filo di lana (la legge delega aveva fissato al 3 agosto 2018 la sua emanazione) e che contiene molte novità positive, insieme, purtroppo, a molte occasioni perdute.
Tra i cambiamenti auspicati, grande fiducia era stata riposta nella proroga del termine per le modifiche da apportare agli statuti: attesa soddisfatta, in quanto ci sarà ora tempo sino al 3 agosto 2019per approvarle. Si potrà farlo con un’assemblea ordinaria, a patto che le modifiche si limitino ad adeguare gli statuti“alle nuove disposizioni inderogabili” o a “introdurre clausole che escludono l’applicazione di nuove disposizioni derogabili mediante specifica clausola statutaria”.
Importanti novità anche per quanto riguarda le caratteristiche che un Ente deve possedere per potersi definire Ente del Terzo Settore (si è ETS solo se le attività di interesse generale sono svolte in via esclusiva o principale) e per quanto riguarda le attività di interesse generale che gli ETS possono svolgere (tra di esse, è ora compresa anche la “tutela degli animali e prevenzione del randagismo”).
E’ stato poi precisato cosa succederà nel caso che, nel corso della loro vita, le Organizzazioni di Volontariato (ODV) e le Associazioni di Promozione Sociale (APS) si trovino con un numero di associati inferiore al numero minimo previsto per la loro costituzione(sette persone fisiche o tre Associazioni di Volontariato per le ODV, sette persone fisiche o tre Associazioni di Promozione Sociale per le APS): esse dovranno integrare la loro composizione entro un anno, pena la cancellazione dal registro unico nazionale del terzo settore (RUNTS) o, in alternativa, la richiesta di iscrizione in un’altra sezione del RUNTS.
Una novità particolarmente importante per le associazioni di secondo livello quali la nostra è data dalla possibilità, concessa ad ODV e APS,di avvalersi non solo dell’attività di volontariato dei propri associati, ma anche di quella degli associati agli enti aderenti,per svolgere le loro attività di interesse generale.Resta fermo il principio che tali ETS devono avvalersi in modo prevalente dell’attività di volontariato rispetto ad altre forme di collaborazione (lavoro dipendente etc.).
Reintrodotte alcune agevolazioni già previste dalle “vecchie” leggi sulle organizzazioni di volontariato e sulle associazioni di promozione sociale ma che erano state cancellate con il dlgs 117/2017: per quanto riguarda le ODV, è stata reintrodotta l’esenzione dall’imposta di registro per i loro atti costitutivi eper gli atti connessi allo svolgimento delle loro attività; per quanto riguardai lavoratori che svolgono attività di volontariato in un ETS, essi hanno di nuovo diritto di usufruire delle forme di flessibilità di orario di lavoroo delle turnazioni previste dai contratti o dagli accordi collettivi, compatibilmente con l’organizzazione aziendale.
Notevolmente ampliata la platea degli ETS che redigono il bilancio nella forma del rendiconto gestionale per cassa:possono ora farlo gli ETS non commerciali che non applicano il regime forfetario e che hanno ricavi, rendite, proventi o entrate comunque denominate inferiori a 220.000,00(prima tale limite era di 50.000,00 €uro). Ulteriormente semplificati anche i loro adempimenti contabili: i loro organi di amministrazione non devono più documentare il carattere strumentale e secondario delle attività diverse da quelle di interesse generalenella relazione al bilancio o nella relazione di missione, ma possono farlo con una annotazione in calce al rendiconto per cassa.
Cambia la composizione del Consiglio Nazionale del terzo settore (CNTS) e si aumentano le sue competenze: i rappresentanti designati dagli ETS diventano 10, ci sarà anche un rappresentante dell’associazione più rappresentativa che riunisce i Centri di Servizio del Volontariato (CSVNET) mentreil CNTS esprime parere obbligatorio anche sulla definizione dei modelli di bilancio degli ETS.
E’ stata superata la contrarietà delle regioni Veneto e Lombardia per le modalità che regolavano l’utilizzo del Fondo per il finanziamento di progetti e attività di interesse generale nel terzo settore, che aveva portato anche a un ricorso alla Corte Costituzionale:è ora infatti necessaria l’intesa con le Regioni, da acquisire in sede di Conferenza permanente Stato-Regioni, per emanare l’atto di indirizzo con il quale il Ministro del lavoro e delle politiche sociali determina gli obiettivi generali, le aree prioritarie di intervento e le linee di attività finanziabili con tale fondo.
Insieme alle tante positive novità, ci sono però, come detto, tante occasioni perse, e molta mancanza di coraggio. Sicuramente nei confronti delle Associazioni Sportive Dilettantistiche (ASD). Con Luigi Silvestri si è più volte ribadito, anche su queste pagine (vedi in ultimo l’articolo “ASD e terzo Settore un divorzio annunciato)come appaiadavvero “altamente improbabile che le A.S.D. iscritte al CONI (non APS) scelgano di iscriversi nel Registro Unico del Terzo Settore, rinunciando sia ai benefici delle 398/91 sia ai benefici della decommercializzazione specifica prevista dall’art. 148 comma 3 del Testi Unico delle Imposte sui redditi e, probabilmente, anche ai benefici dei cosiddetti “compensi sportivi”. Questa mancanza di coraggio penalizza soprattutto le tante realtà che fanno sport sociale, e che sono patrimonio fondamentale degli Enti di Promozione Sportiva.
Mancano poi, per completare la riforma, ancora molti tasselli importanti, previsti dal codice, e alcuni dei quali particolarmente urgenti; il decreto che stabilisce, per le attività diverse da quelle di interesse generale, i “criteri e limiti” per i quali le attività che si definiscono come “attività secondarie” possono essere esecitate; i decreti che definiscono le linee guida per la formazione del “bilancio sociale”e quelle per la “raccolta fondi”;e soprattutto, infine,è ancora di là da venire l’istituzione del Registro Unico.
La portavoce del Forum del Terzo Settore, Claudia Fiaschi, in una intervista a “Vita”, esprimendo il parere condiviso da tutto il terzo settore e sul quale la nostra Associazione eil suo Presidente Bruno Molea hanno costantemente insistito, in tutte le sedi, sin dalla pubblicazione del Codice, ha ribadito come un intervento sulla normativa fiscale sia tra le priorità del Forum, e che “le attuali previsioni, se non corrette, configurano condizioni di svantaggio per il mondo del volontariato e dell’associazionismo, portando oggettive difficoltà a svolgere gran parte delle loro tradizionali attività.”
Con lei ci auguriamo che il lavoro per fare in modo “che alcuni provvedimenti cardine della Riforma passino attraverso la Legge di Stabilità, anche alla luce del fatto che per gran parte si tratta di correzioni già condivise e accolte sia dal Governo che dalle Commissioni di Camera e Senato” abbia successo.
Da AICS Leggi&Fisco del 5 Settembre 2018:
Circolare 18/E del 01/08/2018 dell'Agenzia delle Entrate
Legge 398/91 e connessione con gli scopi istituzionali associativi a cura di Luigi Silvestri

Con la nota circolare n°18/E del 01/08/2018, l'Agenzia delle Entrate ha puntualizzato le condizioni affinché le A.S.D. possano applicare il regime agevolativo di cui alla legge 398/91, per l'attività commerciale posta in essere .
Tra le condizioni richiamate dalla circolare, merita un approfondimento la tipologia di attività commerciale esercitata dall'associazione.
Non tutte le attività commerciali possono usufruire del regime agevolativo della legge 398/91, ma solo i proventi conseguiti in attività "connesse agli scopi istituzionali", "strutturalmente funzionali" all'attività tipica dell'associazione.
Per l'Agenzia delle Entrate, possono rientrano nella fattispecie agevolativa eventuali proventi derivanti dalla somministrazione di alimenti e bevande nell'ambito dell'attività sportiva dilettantistica esercitata, la vendita di gadget pubblicitari o le sponsorizzazioni.
Si tratta, quindi, di attività commerciali che costituiscono un "naturale completamento" degli scopi specifici dell'associazione sportiva dilettantistica e che rivestono carattere accessorio all'attività istituzionale.
Continua la circolare evidenziando l'esclusione, dal regime della 398/91, di attività commerciali che non sono strettamente legate, né complementari all'attività sportiva, potendo ben essere esercitate indipendentemente da essa (quali bagno turco, idromassaggio, etc.) e tantomeno di quelle attività dirette alla vendita di beni e servizi, strutturalmente organizzate, anche con l'impiego di strumenti pubblicitari.
Viene, quindi, esclusa l'applicabilità della legge 398/91 ai ristoranti gestiti dalle ASD, sia per l'oggettiva mancanza di connessione con gli scopi istituzionali, sia per la sussistenza di un'organizzazione tale da creare una forma di concorrenza con gli operatori di mercato.
Quello che però lascia maggiormente perplessi e desta preoccupazione è la presa di posizione dell'Agenzia delle Entrate rispetto alle attività non riconosciute dal CONI.
Per l'Agenzia delle Entrate, i corsi per attività sportive che non rientrano nell'ambito delle discipline sportive riconosciute dal CONI, non sono ricompresi tra le attività connesse agli scopi istituzionali; la conseguenza di tale tesi è che tali corsi:
1) Sono attività commerciali;
2) Non possono usufruire del regime della legge 398/91.

Tale interpretazione, estremamente gravosa se riferita (come sembra) anche alle attività svolte nei confronti dei soci, è penalizzante per tante A.S.D. che, oltre alle attività sportive riconosciute dal CONI, esercitano discipline ed espletano corsi per attività non più riconosciute dal CONI.
Si immagini una A.S.D., iscritta al registro CONI, che organizza corsi di nuoto e Yoga per i propri soci, rispettando tutti i requisiti e le condizioni di cui all'art. 148 comma 3 del d.p.r. 917/86; stando al tenore letterale dell'interpretazione dell'Agenzia, i corrispettivi specifici incassati per i corsi di nuoto saranno "decommercializzati", mentre quelli per l'attività di Yoga(che fino ad un anno fa era attività sportiva riconosciuta, e ad oggi, nonostante i chiarimenti del CONI non può ritenersi tale), generano proventi commerciali tassabili ordinariamente, non suscettibili nemmeno di tassazione agevolata ex l.398/91, in quanto attività "non connesse con gli scopi istituzionali".
A parere di chi scrive l'interpretazione dell'Agenzia delle Entrate è estremamente penalizzante e lascia forti dubbi di conformità alla normativa in vigore.
La connessione con gli scopi istituzionali dovrebbe trovare fondamento nello statuto associativo e non semplicemente nel riconoscimento CONI; se il CONI delibera di variare l'inquadramento di una disciplina (da riconosciuta a non riconosciuta ai fini sportivi)non per questo dovrebbe venir meno la connessione con gli scopi istituzionali dell'Ente e quindi, a cascata la stessa disciplina, prima completamente detassata, diventare commerciale, da tassare in via ordinaria (senza nemmeno i benefici della legge 398/91).
Con la forte riduzione delle discipline riconosciute dal CONI, in atto già dallo scorso anno, ci si può solo augurare un chiarimento ulteriore, sul punto, da parte dell'Agenzia delle Entrate e che la stessa riveda la problematica, sgombrando il campo dalle perplessità e preoccupazioni generate nei confronti delle A.S.D, iscritte al Registro CONI, che esercitano, "istituzionalmente", sia attività riconosciute che attività non più riconosciute.

Da AICS Leggi&Fisco del 24 Agosto 2018:

TERZO SETTORE E ASD: TUTTE LE NOVITA' DEL MESE DI AGOSTO
a cura di Pier Luigi Ferrenti, Responsabile nazionale Organizzazione
Tante novità, anche nel periodo feriale, in materia di terzo settore e ASD/SSD.
Ha visto la luce infatti la Circolare dell'Agenzia delle Entrate sulle questioni fiscali di interesse delle ASD e SSD; il Governo ha approvato il decreto correttivo del Codice del Terzo Settore e il decreto legislativo per l'adeguamento della normativa nazionale alla normativa europea sulla privacy; il Garante per la protezione dei dati personali, nel frattempo, ha prorogato la validità dell'autorizzazione al trattamento dei dati sensibili emanata nei confronti di associazioni e fondazioni, sono stati pubblicati in Gazzetta il Decreto correttivo sull' Impresa Sociale e la legge di conversione del cosiddetto "decreto dignità", l'Ufficio per lo sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha annunciato l'imminente uscita del Bando "Sport e periferie" nonché l'apertura della seconda finestra dello Sport Bonus; la Regione Piemonte ha emanato un bando per la presentazione di progetti da parte di ODV e APS.

LA CIRCOLARE 18/E DELL'AGENZIA DELLE ENTRATE E IL REGISTRO CONI 2.0
Lo scorso primo agosto è stata pubblicata la Circolare n.18/E dell'Agenzia delle Entrate avente per oggetto le questioni fiscali di interesse delle associazioni e delle società sportive dilettantistiche, così come sono emerse nell'ambito del tavolo tecnico istituito tra Agenzia delle Entrate e CONI.
La Circolare (78 pagine) ha avuto un primo importante approfondimento con il commento di Luigi Silvestri sul numero 15 di questa newsletter; altri seguiranno, viste le molte questioni, e alcune di grande importanza, trattate dalla Circolare.
Qui ci preme invece richiamare l'attenzione su un aspetto più volte dibattuto nei nostri incontri formativi, che attiene al Registro CONI 2.0 e alla necessità che le nostre ASD/SSD partecipino alle manifestazioni sportive organizzate dal nostro Ente, evidenziandolo sul Registro CONI, nonché rispettino quanto previsto dalle norme di funzionamento del Registro per l'organizzazione della loro attività sportiva, formativa e didattica.
Afferma infatti chiaramente la circolare (pag.8) come "deve essere evidenziato che le nuove regole di funzionamento del Registro, approvate dal Consiglio Nazionale del CONI in data 18 luglio 2017, sono maggiormente funzionali sia al ruolo di certificatore attribuito al CONI dal legislatore, sia alla necessità di una verifica circa il rispetto degli adempimenti formali e sostanziali richiesti dalla norma per consentire alle associazioni e società sportive dilettantistiche di usufruire delle agevolazioni fiscali.
In particolare, la previsione di inserire all'interno del Registro, a partire dal 2019, le attività sportive, formative e didattiche svolte dalle associazioni e società sportive dilettantistiche, sotto l'egida degli Organismi affilianti, assolve, per l'Amministrazione finanziaria, una importante funzione ricognitiva degli enti sportivi dilettantistici ed è, quindi, particolarmente utile anche ai fini della selezione delle attività di controllo in merito alla spettanza dei benefici fiscali per essi previsti".
In pratica, come abbiamo più volte ricordato, è necessario che le ASD/SSD affiliate "svolgano comprovata attività sportiva e didattica nell'ambito istituzionale dell'organismo sportivo di appartenenza (art. 3 comma 1 e) del regolamento di funzionamento del Registro) e che "non organizzino in proprio o per conto dell'organismo sportivo di appartenenza" attività sportiva didattica e formativa "ad eccezione dei casi di affidamento temporaneo per singoli eventi la cui titolarità appartenga all'organismo medesimo" (art. 3 comma 1 c).
Nell'area riservata del sito nazionale i Comitati provinciali e regionali troveranno la documentazione necessaria ai suddetti scopi, da trasmettere a tutte le ASD/SSD affiliate. Sebbene l'obbligo di inserimento all'interno del registro decorra dal 1° gennaio 2019 e si riferisca alle attività svolte nel periodo 1 novembre 2018 - 31 ottobre 2019, è opportuno, nei rapporti tra ASD/SSD affiliate e AICS, cominciare ad usare la suddetta documentazione sin dal prossimo mese di settembre e invitare quelle che non l oavessero ancora fatto a registrarsi per accedere all'area riservata del Registro CONI.
Torneremo sull'argomento a breve, con una circolare del nostro Presidente, attualmente in preparazione, e approfondiremo questi importantissimi aspetti nel prossimo incontro formativo.

DECRETO CORRETTIVO DEL CODICE DEL TERZO SETTORE: SI ATTENDE LA PUBBLICAZIONE IN GAZZETTA
Tramite il nostro sito, vi abbiamo dato notizia dell'approvazione (2 agosto) del decreto correttivo del Codice del terzo Settore da parte del Governo.
Nonostante le molte modifiche apportate, sembrerebbe che questo sia solo il primo degli interventi correttivi in programma, in quanto alla ripresa dei lavori parlamentari, molto probabilmente, si rimetterà mano alla proposta di legge che proroga i termini entro cui è possibile effettuare interventi correttivi al codice.
In ogni caso, per un commento più approfondito, si attende la pubblicazione del decreto in Gazzetta, prevista a breve.
Quello che è opportuno ancora una volta evidenziare, infine, è che il decreto proroga dal 3 febbraio 2019 al 3 agosto 2019, il termine entro il quale Onlus, organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale esistenti prima della riforma devono adeguare i loro statuti alla nuova disciplina. Un tempo necessario per agire con piena cognizione di causa, visto che sono ancora molti gli atti amministrativi da emanare per dare piena attuazione alla riforma.

IL GOVERNO APPROVA IL DECRETO LEGISLATIVO PER L'ADEGUAMENTO DELLA NORMATIVA NAZIONALE AL REGOLAMENTO EUROPEO 2016/679 (CODICE DELLA PRIVACY)
Lo scorso 8 agosto, il Consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva il decreto legislativo, in attuazione dell'art. 13 della legge di delegazione europea 2016-2017 (legge 25 ottobre 2017, n. 163), che introduce disposizioni per l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento europeo relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati.
Con il decreto, si legge nel comunicato stampa diramato dal Governo al termine della riunione, "al fine di semplificare l'applicazione della norma", si è scelto "di agire novellando il codice della privacy esistente" nonché "di garantire la continuità facendo salvi per un periodo transitorio i provvedimenti del Garante e le autorizzazioni, che saranno oggetto di successivo riesame, nonché i Codici deontologici vigenti."
Anche in questo caso, si attende la pubblicazione del decreto nella Gazzetta ufficiale.

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI RINNOVA L'AUTORIZZAZIONE AL TRATTAMENTO DEI DATI SENSIBILI DA PARTE DEGLI ORGANISMI DI TIPO ASSOCIATIVO
Con un provvedimento in tema di autorizzazioni generali, lo scorso 19 luglio il Garante per la protezione dei dati personali, "nelle more del perfezionamento dell'iter legislativo di adeguamento del quadro legislativo nazionale alle disposizioni del regolamento europeo" ha prorogato la validità di una serie di autorizzazioni generali adottate il 15 dicembre 2016, tra le quali quellarelativa al trattamento dei dati sensibili da parte delle associazioni e delle fondazioni "fino all'adozione di eventuali misure che potranno essere previste nel decreto legislativo di adeguamento della disciplina in materia, riservandosi ulteriori valutazioni all'esito del predetto percorso normativo." Insieme all'utilizzo dei nuovi testi delle informative da adottare, distribuiti dalla Direzione Nazionale a tutti i Comitati, si raccomanda l'attenta lettura della suddetta autorizzazione.
PUBBLICATO IL DECRETO CORRETTIVO SULL'IMPRESA SOCIALE. C'E' TEMPO SINO AL 20 GENNAIO 2019 PER MODIFICARE GLI STATUTI DI QUELLE ESISTENTI
Nella Gazzetta ufficiale n.185 del 10 agosto 2018 è stato pubblicato il Decreto Legislativo 20 luglio 2018, n. 95 avente per oggetto "Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 112, recante revisione della disciplina in materia diimpresa sociale, ai sensi dell'articolo 1, comma 7, della legge 6 giugno 2016, n. 106. Della sua approvazione da parte del Governo lo scorso 17 luglio, avevamo in ultimo parlato nel numero 14 di questa newsletter; molte le novità apportate, corpose quelle fiscali e di sostegno economico, sulle quali ci sarà presto un approfondimento dei nostri esperti dello Studio Silvestri.
Il decreto, inoltre, proroga al 20 gennaio 2019 il termine (originariamente stabilito al 20 luglio 2018) per l'adeguamento degli statuti delle imprese sociali alle disposizioni del decreto 112/2017, introduce un limite temporale di 24 mesi decorrenti dalla data di assunzione, superato il quale lavoratori svantaggiati non possono più considerarsi tali, precisa come l'attività dei volontaripuò essere solo aggiuntiva e non sostituiva di quella dei lavoratori impiegati nell'impresa.
E' possibile adeguare lo statuto con le modalità e le maggioranze previste per le deliberazioni dell'Assemblea ordinaria, ma solo se le modifiche hanno lo scopo di adeguare lo statuto alle "nuove disposizioni inderogabili" del decreto.

PUBBLICATA LA LEGGE DI CONVERSIONE DEL C.D. "DECRETO DIGNITA'". CONFERMATA L'ABOLIZIONE DELLE SOCIETA' SPORTIVE LUCRATIVE E IL RITORNO AL PASSATO PER I "COMPENSI SPORTIVI".
Nella Gazzetta ufficiale n.186 dell'11 agosto scorso è stata pubblicata la legge 9 agosto 2018 n.96 di "conversione, con modificazioni, del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, recante disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese."
Vanno così in soffitta, ancora prima di nascere, le società sportive lucrative, e si ritorna al passato in materia di compensi sportivi, in quanto l'art. 13 della legge 96/2018 conferma l'abrogazione dei commi 353, 354, 355, 358, 359 e 360 della legge 205/2017, con i quali erano state fatte nascere le società sportive lucrative e si era dato al CONI il potere di stabilire quali fossero le "collaborazioni sportive" che costituivano oggetto di collaborazioni coordinate e continuative.
Si conferma poi il ritorno al vecchio testo dei commi 24, 25 e 26 dell'art. 90 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, anch'essi modificati dalla legge 205/2017: "l'uso degli impianti sportivi in esercizio da parte degli enti locali territoriali è aperto a tutti i cittadini e deve essere garantito, sulla base di criteri obiettivi, a tutte le società e associazioni sportive" mentre perl'affidamento in gestione si devono privilegiare, sulla base di convenzioni, ASD/SSD, federazioni, enti di promozione, discipline associate.
La legge, infine, istituisce un fondo da destinare a interventi "in favore delle società sportive dilettantistiche" (si spera in un refuso, perché sarebbe assai strano non destinare questo fondo anche alle ASD!!) che nel primo triennio 2018-2020 ammonta a 23,7 milioni di euro (3,4 milioni nel 2018).

BANDO SPORT E PERIFERIE E SECONDA FINESTRA PER LO SPORT BONUS

Sul sito della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ufficio per lo Sport è stato pubblicato il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 4 maggio 2018, con il quale si comunica che al fine di selezionare le richieste di intervento da finanziare con il "Fondo Sport e periferie", sarà pubblicato entro il 30 settembre di ogni anno, sul sito dell'Ufficio per lo Sport, un apposito bando. Le risorse sono destinate, tra l'altro, alla realizzazione e rigenerazione di impianti sportivi finalizzati all'attività agonistica, localizzati nelle aree svantaggiate del Paese e nelle periferie urbane; alla diffusione di attrezzature sportive nelle stesse aree, al completamento e adeguamento di impianti sportivi esistenti da destinare all'attività agonistica nazionale e internazionale.
E' stata rinviata a settembre l'apertura della "seconda finestra" per la presentazione delle domande da parte dei soggetti che vogliono usufruire del cd. "sport bonus", in data ancora da comunicare.

BANDI REGIONALI PER IL SOSTEGNO ALLE ATTIVITA' DELLE ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO E DELLE ASSOCIAZIONI DI PROMOZIONE SOCIALE
Anche la Regione Piemonte ha approvato il bando che, a norma degli art. 72 e 73 del Codice del Terzo Settore, mette a disposizione delle Associazioni di Promozione Sociale e delle Organizzazioni di Volontariato, importanti risorse finanziarie per il sostegno alle attività di interesse generale che esse svolgono.
Il budget totale messo a disposizione è di 1.286.752,38 €uro per i progetti presentati dalle ODV e di 643.376,19 €uro per progetti presentati dalle APS.Il termine per la presentazione delle domanda scade il prossimo 28 settembre



Da AICS Leggi&Fisco del 3 Agosto 2018:
Circolare 18/E del 01/08/2018 dell'Agenzia delle Entrate A.S.D. E RIFORMA DEL TERZO SETTORE: UN DIVORZIO ANNUNCIATO
a cura di Luigi Silvestri
La corposa circolare n°18/E del 01/08/2018, emanata dall'Agenzia delle Entrate, affronta temi estremamente importanti per il mondo delle A.S.D. e delle S.S.D. chiarendo, in maniera non sempre condivisibile, una serie di problematiche di carattere fiscale e amministrativo.
Premesso che non è possibile trattare unitariamente le tematiche di svariata natura, affrontate nella circolare, iniziamo l'analisi della stessa con uno dei temi più discussi degli ultimi tempi dalla dottrina e cioè se spettino o meno le agevolazioni di cui all'art. 148 comma 3(i cosiddetti corrispettivi specifici) alle A.S.D. che si iscriveranno nel registro unico del terzo settore.
Fino all'emanazione della circolare, gran parte dell'A.S.D. era orientata a non iscriversi al R.U.N.T.S., in quanto era chiaramente prevista la perdita dei benefici di cui alla legge 398/91.
Come ben noto, la legge 398/91 riguarda, però, esclusivamente le A.S.D./S.S.D. che, oltre all'attività istituzionale, esercitano anche un'attività commerciale, connessa agli scopi istituzionali; quindi solo una parte limitata delle A.S.D./ S.S.D.
L'art 148 comma 3 che prevede, invece, la decommercializzazione dei corrispettivi specifici nei confronti degli iscritti, associati o partecipanti, di altre associazioni che svolgono la medesima attività e che per legge, regolamento, atto costitutivo o statuto fanno parte di un'unica organizzazione locale o nazionale, dei rispettivi associati o partecipanti e dei tesserati dalle rispettive organizzazioni nazionali, è un beneficio che riguarda tutte le A.S.D. /S.S.D. e quindi la risposta dell'Agenzia delle Entrate ai dubbi degli operatori era particolarmente attesa.
L'agenzia delle entrate, dopo una disamina della normativa, ( vedi parte 5.2 della circolare) conferma che per le A.S.D./S.S.D. iscritte al registro CONI nulla cambia in merito alle agevolazioni dei corrispettivi specifici ma a condizione che non si iscrivano al registro unico del terzo settore.
Diversamente le associazioni e le ssd che assumeranno la qualifica di ETS, iscrivendosi al registro del terzo settore, non potranno più usufruire della decommercializzazione prevista dall'art. 148 comma 3.
Per le A.S.D. che si iscriveranno nel registro rimarranno esclusivamente i benefici della decommercializzazione cosiddetta "generica" prevista dall'art.148 comma 1 e comma 2 (art.79 codice del terzo settore).
La circolare conclude sul punto ricordando che l'art .85 del CTS prevede un'agevolazione simile a quella di cui all'art.148 comma 3, solo per quegli enti del terzo settore che siano "Associazioni di Promozione Sociale".
Alla luce delle rigide prese di posizione dell'Agenzia delle Entrate (a parere di chi scrive non del tutto condivisibili) appare davvero improbabile che le A.S.D. iscritte al CONI (non APS) scelgano di iscriversi nel Registro Unico del Terzo Settore, rinunciando sia ai benefici delle 398/91 sia ai benefici della decommercializzazione specifica prevista dall'art. 148 comma 3 e, probabilmente, anche ai benefici dei cosiddetti "compensi sportivi"(art. 67 tuir).

Da AICS Leggi&Fisco del 23 Luglio 2018:
RIFORMA DEL TERZO SETTORE
VERSO LA PROROGA DEI TERMINI PER LA MODIFICA DEGLI STATUTI E L'EMANAZIONE DEI DECRETI CORRETTIVI
a cura di Pier Luigi Ferrenti, Responsabile Nazionale Organizzazione
Due numeri fa, sulla nostra newsletter avevamo parlato delle grandi aspettative che ci riservavano le riunioni di Giunta e Consiglio CONI convocate per il 10 luglio, nonché l'arrivo in Parlamento del decreto correttivo del codice del terzo settore.
E le novità sono state molte, anche se non tutte sono andate nel senso atteso o sperato!
A partire dai provvedimenti del Governo, che con il cosiddetto "decreto dignità", ha cancellato, oltre alle società sportive lucrative, la norma che riconduceva le collaborazioni sportive a collaborazioni coordinate e continuative, mentre con l'approvazione del decreto correttivo sulle imprese sociali ha fatto fare un altro passo importante alla riforma del Terzo Settore.
II CONI invece, che aveva messo in programma di deliberare su società sportive lucrative e collaborazioni sportive, si è comprensibilmente trovato spiazzato, ed ha pensato bene di accompagnare questo scenario in rapida trasformazione limitandosi ad approvare la modifica del suo statuto secondo quanto previsto dalla legge 8/2018 sulla durata dei mandati dirigenziali: era difficile, del resto, chiedergli molto di più, visto che ciò che voleva regolamentare era qualcosa che già era stato abrogato!.
Novità anche dal Senato, dove i capigruppo di Lega e 5 stelle, hanno presentato una proposta di legge che proroga di sei mesi il termine assegnato al Governo per riformare il codice del terzo settore, il decreto sull'impresa sociale e quello sul servizio civile universale. Già approvata dall'Aula, con modifiche, la proposta passa ora all'esame della Camera dei Deputati.Ci sono da segnalare infine le proposte del Forum del terzo settore, che i sei mesi di proroga li ha chiesti per la modifica degli statuti di APS, ODV, imprese sociali etc., e dell'Ordine dei dottori commercialisti, che chiede che le ASD che si iscrivono nel registro del Terzo settore possano mantenere la ex 398/91, e l'approvazione, da parte della Regione Lombardia, di un bando per contributi ad APS e ODV.(Per l'analisi dei provvedimenti citati, cliccare qui per leggere l'articolo integrale di Pier Luigi Ferrenti.)
Da AICS  Leggi & Fisco del 18 Luglio 2018:
DECRETO DIGNITA' E ABOLIZIONE DEL PACCHETTO SPORT: LE NOVITA' PER IL MONDO DELLE A.S.D./S.S.D.
a cura di Luigi Silvestri
Dopo l'annuncio agli inizi di Luglio, un po' a sorpresa, da parte del sottosegretario Giorgetti, il 13/07/2018 è arrivato in G.U. il decreto legge 87/2018 (battezzato "decreto dignità") che con l'articolo 13 ha abolito la normativa della legge di bilancio sulla società sportiva dilettantistiche lucrative.
Questa nuova tipologia di Ente, creata con la finanziaria suddetta, ha alimentato non poche polemiche nel mondo sportivo diviso fra i fautori di un'apertura al mondo imprenditoriale della promozione sportiva, con la possibile ripartizione anche degli utili, rispetto ad altri che hanno continuato a sostenere la centralità della funzione sociale della promozione sportiva e la necessaria assenza dello scopo di lucro da parte degli Enti promotori.
La scelta del nuovo governo è stata di abolire in toto la nuova disciplina e con essa tutto il pacchetto di agevolazioni corredato (Iva ridotta, aliquota Ires dimezzata, contribuzione agevolata etc.)
Pur essendo state già costituite diverse S.s.d. lucrative, di fatto la normativa non è mai entrata in vigore in quanto il Coni non ha fatto in tempo a deliberare l'istituzione della sezione riservata a questa tipologia societaria.
Resta, pertanto, il problema per le stesse di dover deliberare una trasformazione giuridica oppure l'estinzione.
Come spesso capita quando si abroga sic et simpliciter un complesso normativo, si aprono ora una serie di problematiche anche per il mondo dello sport dilettantistico non lucrativo, in particolare con l'abolizione dei commi 358 e 359 della finanziaria 2018.
Nello specifico, con l'abolizione del comma 358 che conferiva "solo" al CONI il potere di individuare le prestazioni sportive da agevolare fiscalmente, quali redditi diversi non tassati fino ad euro 10.000,00, ritorna il precedente stato di grande incertezza e confusione dettato dalla facoltà concessa ad ogni Federazione di stabilire, a propria discrezione, le mansioni rientranti fra quelle necessarie per lo svolgimento delle attività sportivo-dilettantistiche (si rinvia per i dettagli all'articolo su Collaborazioni sportive fra co.co.co e redditi diversi).
Per quanto concerne il comma 359, il relativo testo di legge specificava che "i compensi derivanti dai contratti di collaborazione coordinata e continuativa stipulati da associazioni e società sportive dilettantistiche riconosciute dal CONI costituiscono redditi diversi ai sensi dell'articolo 67, comma 1, lettera m." Tale disciplina conferiva certezza giuridica sulla tipologia dei redditi, sgombrando il campo da dubbi di natura giuridica e fiscale.
Con l'abrogazione del suddetto comma, è ipotizzabile che si configuri un nuovo scenario di incertezza con il prosieguo delle molteplici liti giurisprudenziali originate dalle divergenze di interpretazione tra gli enti sportivi dilettantistici e le presunzioni degli enti preposti ai controlli (Agenzia delle entrate, Inps, Inail).
La disamina appena effettuata descrive uno scenario in evoluzione che gioco forza dovrà subire ulteriori modifiche e che, complici anche le vicissitudini politiche degli ultimi mesi, appare nuovamente lacunosa, come confermato dalle parole del Ministro Giorgetti: "Abbiamo ereditato una situazione molto confusa. Fermiamoci un attimo, facciamo una legge organica che abbia normative su misura. E' indispensabile per dare certezze a tutti". (intervista del 16 Luglio 2018 pubblicata sulla Gazzetta dello Sport)
Da AICS Leggi&Fisco del 7 Giugno 2018:
COMPENSI SPORTIVI E ART. 358 FINANZIARIA 2018: SITUAZIONE ATTUALE E PRESUMIBILI SCENARI FUTURI a cura di Luigi Silvestri, Presidente del Collegio Nazionale dei Revisori Contabili AICS

La legge di Bilancio 2018 ha innovato profondamente la normativa in materia di compensi sportivi stabilendo che le prestazioni rese ai fini istituzionali in favore delle A.S.D. e S.S.D. (non lucrative) “costituiscono oggetto di contratti di collaborazione coordinata e continuativa”, pur essendo ai fini fiscali trattati come redditi diversi.
La grossa novità non è tanto e solo l’inquadramento come Co.co.co dei compensi sportivi, ma il potere conferito “solo al CONI” di individuare le prestazioni “sportive” da agevolare fiscalmente quali redditi diversi non tassati fino ad euro 10.000,00.
La circolare n. 1/2016 dell’Ispettorato nazionale del Lavoro aveva attribuito alle Federazioni sportive il compito di individuare le “mansioni rientranti…fra quelle necessarie per lo svolgimento delle attività sportivo-dilettantistiche”, di conseguenza alcune federazioni avevano provveduto con appositi provvedimenti ad individuare le suddette mansioni in modo autonomo e indipendente.
Con la norma in esame, il legislatore ha posto fine all’autonomia decisionale delle Federazioni (ed alla disputa con gli EPS che ritenevano di avere analogo potere) con la conseguente inevitabile decadenza di validità di ogni delibera già adottata.
Questa scelta , a parere di chi scrive, è condivisibile per due motivi:
Era alquanto anomalo che un potere del genere fosse attribuito alle Federazioni non da un provvedimento legislativo, ma da un provvedimento amministrativo senza alcun fondamento giuridico;
Si è voluto evitare che ogni singola Federazione fornisse a proprio piacimento interpretazioni “estensive” delle collaborazioni “sportive”, con inevitabili differenze da Federazione a Federazione e, conseguenti, incertezze applicative.
Il legislatore della finanziaria 2018 ha dunque attribuito il potere al Coni di individuare le prestazioni “sportive” meritevoli delle agevolazioni fiscali, da inquadrare come collaborazioni coordinate e continuative .
Ad oggi la tanto attesa delibera non ha visto ancora la luce; la conseguenza, ormai pacifica e che costituisce un punto fermo non più in discussione, è che si continua ad applicare la normativa previgente sui compensi sportivi, senza necessità di porre in essere alcun adempimento tipico dei rapporti co.co.co(comunicazione preventiva al centro per l’impiego,tenuta del libro unico del lavoro, predisposizione dei cedolini paga mensili,etc), fino al momento in cui non vi sarà il provvedimento della giunta Coni.
Il Coni, come detto,dovrà individuare le “mansioni necessarie” ai fini sportivi.
Pur non essendovi alcuna ufficialità, da vari interventi di autorevoli esponenti del Coni stesso è emersa la volontà di adottare provvedimenti tesi a venire incontro alle richieste avanzate dal mondo sportivo dilettantistico al fine di evitare appesantimenti burocratici notevoli almeno fino ad una certa soglia di valori.
E’possibile ipotizzare quindi quale sarà lo scenario operativo da qui a qualche mese.
Il Coni dovrebbe individuare una serie di “mansioni” sportive, con il supporto dell’Ispettorato nazionale del Lavoro, già nel mese di Luglio p.v., prevedendo una soglia (si parla di euro 10.000,00) al di sotto della quale non scatterebbe nessuno degli adempimenti tipici dei co.co.co .
Questa soglia costituirà anche una sorta di “garanziadi tranquillità fiscale/previdenziale per le asd/ssd non lucrative, in quanto in presenza di tutti i presupposti previsti dalla legge, non sarebbero più esposte al rischio di veder contestato un rapporto di lavoro dipendente o professionale da parte dei verificatori.

Da AICS Leggi&Fisco del 22 Maggio 2018 (GDPR)
A cura di Pier Luigi Ferrenti, responsabile nazionale organizzazione
Dopo che nei primi due interventi abbiamo affrontato le problematiche legate ai contenuti dell’informativa da fornire ai nostri soci e quelle relative alla nomina dei responsabili del trattamento dati, oggi affrontiamo in particolare quelle legate all’istituzione dei Registri delle attività di trattamento, con un cenno anche alle misure di sicurezza tecniche e organizzative da adottare. Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto, è davvero difficile poter provvedere senza rivolgersi a soggetti specializzati. Sabato 26 maggio a Bologna, tutti questi argomenti saranno comunque trattati in Consiglio Nazionale, dove verrà presentata anche la Convenzione che la Direzione Nazionale ha stipulato per aiutare i nostri Comitati nei loro adempimenti.
Il GDPR prevede l’obbligo di istituire il Registro delle attività di trattamento (art. 30) per le imprese o organizzazioni con almeno 250 dipendenti, a meno che il trattamento che esse effettuano possa presentare un rischio per i diritti e le libertà dell’interessato, il trattamento non sia occasionale o includa il trattamento di categorie particolari di dati personali che rivelino l’origine razziale o etnica, le opinioni politiche, le convinzioni religiose o filosofiche, o l’appartenenza sindacale, nonché trattare dati genetici, dati biometrici intesi a identificare in modo univoco una persona fisica, dati relativi alla salute o alla vita sessuale o all’orientamento sessuale della persona, dati personali relativi a condanne penali e a reati.
Conseguentemente, è necessario che le nostre associazioni e i nostri comitati istituiscano tale registro, che deve essere in forma scritta e può essere tenuto in formato elettronico. Ogni titolare del trattamento e ogni responsabile del trattamento, e ove applicabile i loro rappresentanti, devono tenere dunque un Registro delle attività di trattamento svolte sotto la loro responsabilità.
Il registro tenuto dal titolare del trattamento e, ove applicabile, dal suo rappresentante, deve contenere le seguenti informazioni:
a) il nome e i dati di contatto del titolare del trattamento e, ove applicabile, del contitolare del trattamento, del rappresentante del titolare del trattamento e del responsabile della protezione dei dati;
b) le finalità del trattamento;
c) una descrizione delle categorie di interessati al trattamento e delle categorie di dati personali trattati;
d) le categorie di destinatari a cui i dati personali sono stati o saranno comunicati, compresi, se ci sono, i destinatari di paesi terzi od organizzazioni internazionali;
e) ove applicabile, i trasferimenti di dati personali verso un paese terzo o un’organizzazione internazionale, compresa l’identificazione del paese terzo o dell’organizzazione internazionale;
f ) ove possibile, i termini ultimi previsti per la cancellazione delle diverse categorie di dati;
g) ove possibile, una descrizione generale delle misure di sicurezza tecniche e organizzative adottate;
Il registro tenuto dal responsabile del trattamento e, ove applicabile, dal suo rappresentante, deve contenere le seguenti informazioni:
a) il nome e i dati di contatto del responsabile o dei responsabili del trattamento, di ogni titolare del trattamento per conto del quale agisce il responsabile del trattamento, del rappresentante del titolare del trattamento o del responsabile del trattamento e, ove applicabile, del responsabile della protezione dei dati;
b) le categorie dei trattamenti effettuati per conto di ogni titolare del trattamento;
c) ove applicabile, i trasferimenti di dati personali verso un paese terzo o un’organizzazione internazionale, compresa l’identificazione del paese terzo o dell’organizzazione internazionale;
g) ove possibile, una descrizione generale delle misure di sicurezza tecniche e organizzative adottate;
Per quanto riguarda infine le misure tecniche e organizzative da adottare, l’art.32 del GDPR prevede che il titolare del trattamento e il responsabile del trattamento mettano in atto misure tecniche e organizzative tali da garantire un livello di sicurezza adeguato al rischio, “Tenendo conto dello stato dell’arte e dei costi di attuazione, nonché della natura, dell’oggetto, del contesto e delle finalità del trattamento, come anche del rischio di varia probabilità e gravità per i diritti e le libertà delle persone fisiche.” Alcune misure sono richiamate nello stesso art. 32, ma è necessario che ogni associazione e ogni comitato facciano un’analisi approfondita della loro organizzazione attuale e si affidino, se del caso, a soggetti specializzati che possono aiutarli in merito.
Per concludere questo nostra analisi, possiamo in, estrema sintesi, consigliare alle nostre associazioni e ai nostri affiliati per il trattamento dei dati dei loro soci , affinché siano in regola con la normativa che entrerà in vigore il prossimo 25 maggio, quanto segue:
• fornire sempre l’informativa ai soci, fornirla per scritto e acquisire prova che essa è stata fornita (ad esempio, facendo firmare al socio la dichiarazione di aver ricevuto l’informativa). I contenuti dell’informativa sono quelli di cui agli articoli 13 e 14 del GDPR. Acquisire il loro consenso esplicito quando è necessario;
• nel caso che il titolare del trattamento (il legale rappresentante) non tratti direttamente i dati, nominare un responsabile del trattamento e stipulare con questi un contratto (che può essere, ad esempio, una lettera di incarico firmata per accettazione);
• il titolare del trattamento e il responsabile del trattamento, quando nominato, devono istituire il Registro delle attività di trattamento, avente i contenuti di cui all’articolo 30 del GDPR;
• mettere in atto le misure tecniche e organizzative necessarie a garantire la sicurezza del trattamento dei dati di cui all’articolo 32 del GDPR, avvalendosi anche per quanto necessario di soggetti specializzati in materia.
Si consiglia poi di consultare con regolarità il sito del Garante della Privacy, sempre aggiornato e con guide e software gratuiti da scaricare e utilizzare.
http://www.garanteprivacy.it/regolamentoue/approccio-basato-sul-rischio-e-misure-di-accountability-responsabilizzazione-di-titolari-e-responsabili
Da AICS Leggi&Fisco del 27 Aprile 2018:

RIFORMA TERZO SETTORE, TUTTI GLI AGGIORNAMENTI 

a cura di di Pier Luigi Ferrenti, responsabile nazionale Organizzazione

 Servizio Civile Universale
 
Il Consiglio dei Ministri dello scorso 10 aprile ha approvato in via definitiva il decreto correttivo e integrativo del decreto legislativo 40/2017 sul servizio civile universale.
Il decreto, in attesa di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, era stato esaminato in via preliminare dal Consiglio dei ministri dello scorso 21 febbraio, ed è stato approvato definitivamente senza modifiche tenendo conto delle raccomandazioni formulate dalla Conferenza unificata, che ha espresso parere favorevole, mentre le Commissioni di Camera e Senato non hanno espresso il parere entro i termini previsti.
Come si legge nel comunicato stampa diffuso dal Governo, il decreto mira a rendere più efficaci alcune disposizioni, nonché a migliorare la funzionalità di alcuni organismi operanti nel sistema, quali la Rappresentanza degli operatori volontari e la Consulta nazionale per il servizio civile universale.
In particolare, si riconosce alle Regioni un ruolo più rilevante nella fase di approvazione del Piano triennale e dei Piani annuali di programmazione del servizio civile universale, prevedendo che, prima della stessa approvazione, debba essere acquisita l'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano.
Viene inoltre precisato che ai fini della presentazione di progetti di servizio civile, l'iscrizione ai previgenti albi di servizio civile nazionale cessa di avere efficacia decorsi dodici mesi dall'entrata in vigore del decreto. Entro tale termine, pertanto, se si vorrà continuare a presentare progetti di servizio civile nazionale, ci si dovrà iscrivere al nuovo albo del servizio civile universale.
Molto importante infine la modifica apportata all'articolo 3, comma 1, lettera e), del decreto legislativo 40/2017, in quanto si specifica che, nell'ambito del settore "educazione e promozione culturale e dello sport", rientra anche l'educazione e promozione paesaggistica, ambientale e del turismo sostenibile e sociale, materie di grande interesse per la nostra Associazione e per le quali, dunque, si potranno presentare in futuro progetti di servizio civile universale.
Per conoscere lo stato dell'arte sui decreti correttivi su Impresa sociale e Codice del Terzo settore e per saperne di più sul Codice della Protezione civile, cliccare qui. 
 
Da AICS Leggi&Fisco del 23 Aprile 2018
a cura di Luigi Silvestri

A.P.S.: IL RAPPORTO TRA LEGGE 383 DEL 2000 E LE AGEVOLAZIONI FISCALI
Una tematica di grande interesse per le A.P.S. che ha generato spesso confusione, anche fra gli addetti ai lavori, riguarda la decorrenza delle agevolazioni riservata alle stesse dalla normativa fiscale, soprattutto per le associazioni di nuova costituzione.
In particolare, viene spesso sollevato il problema che occorra aspettare un anno dalla costituzione dell' A.P.S. per procedere all'iscrizione airegistridella383/2000, (ancora vigenti fino all'operatività del registro Unico del terzo settore) e che senza tale iscrizione l'A.P.S. stessa non potrà beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dall'art.148 del testo unico delle imposte sui redditi.
Basti pensare, quindi, alle difficoltà nel somministrare alimenti e bevande ai soci in cui potrebbe trovarsi un'associazione di promozione sociale, la cui attività, senza iscrizione ai registri della 383/2000, verrebbe considerata a carattere commerciale.
Da un esame approfondito della legge 383/2000 e del T.U.I.R., si ritiene che tale punto di vista non sia condivisibile.
Cominciamo col dire che nelle more della prima operatività del R.U.N.T.S., le A.P.S., per essere tali, non hanno bisogno di iscrizione ad alcun registro.
L'iscrizione ai registri di cui alla legge 383 del 2000 non è affatto obbligatoria per le A.P.S. ben potendo le stesse non iscriversi e usufruire delle agevolazioni fiscali di cui all'art. 148 del T.U.I.R.
Tanto è vero che la legge 383/2000 prescrive agli art. 2 e 3 le condizioni per essere A.P.S. (di tipo statutario soprattutto) e all'art.7 che le stesse "possono iscriversi" (al registro) ai fini dell'applicazione della presente legge.
Quindi, le A.P.S. si iscrivono "volontariamente" ai registri delle 383/2000 per usufruire dei benefici previsti dalla legge stessa (fondo per l 'associazionismo, erogazioni liberali, flessibilità orario di lavoro, accesso al credito agevolato, sconto sui tributi locali).
In merito alle agevolazioni fiscali, l'art.20 della legge 383/2000 prevede che per le A.P.S. "iscritte nei registri" la cessione di beni e le prestazioni di servizi rese nei confronti di familiari conviventi siano equiparate, ai fini fiscali, a quelle rese agli associati.
Cosa vuol dire tutto questo?
Se l'A.P.S. non si iscrive ai registri della 383/2000 può usufruire della detassazione dei corrispettivi specifici solo per le attività rivolte ai soci, mentre l'agevolazione è estesa anche ai familiari conviventi dei soci se l'A.P.S. è iscritta nei registri.
Nel codice del terzo settore l'estensione dell'agevolazione ai familiari conviventi dei soci, per i corrispettivi specifici, riguarderà tutte le APS poiché l'iscrizione nel R.U.N.T.S. diventa obbligatoria e non più facoltativa come per i registri della legge 383/2000.
Ragion per cui, nelle more dell'istituzione del registro Unico del terzo settore, le A.P.S., anche se non vogliono o non possono iscriversi ai registri delle 383/2000 (poiché ad esempio non hanno un anno di "anzianità") possono usufruire delle agevolazioni fiscali di cui all'art. 148 del T.U.I.R. e, in particolar modo, di quelle di cui al quinto comma (somministrazione di alimenti e bevande riservate ai soci quali entrate non commerciali) a condizione che le stesse siano ricomprese fra gli enti le cui finalità assistenziali siano riconosciuti dal Ministro degli Interni (come l'A.I.C.S.).


Da AICS Leggi&Fisco del 30 Marzo 2018:

CODICE DEL TERZO SETTORE E IMPRESE SOCIALI
IL CONSIGLIO DEI MINISTRI APPROVA DUE DECRETI CORRETTIVI
a cura di Alessio Silvestri e Pier Luigi Ferrenti

Lo scorso 21 marzo il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali Giuliano Poletti, ha approvato, in esame preliminare, due decreti legislativi che, ai sensi della legge delega sulla riforma del Terzo settore (legge 6 giugno 2016, n.106), introducono norme integrative e correttive del decreto legislativo sulla revisione della disciplina in materia di impresa sociale (decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 112) nonché del Codice del Terzo settore (decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117).

I due decreti saranno trasmessi alle competenti Commissioni parlamentari, in via di composizione, e alla Conferenza Stato Regioni, affinché esprimano il loro parere (entro 30 giorni dal ricevimento dei decreti).
I testi diffusi non sono ancora operativi ma già consentono di formulare alcune osservazioni.


Decreto correttivo del Codice del Terzo Settore
Il decreto apporta alcune modifiche al Codice del Terzo settore al fine di un migliore coordinamento con la normativa nazionale e regionale, tenendo conto, inoltre, delle osservazioni formulate dagli stakeholder di riferimento.
Il comunicato stampa diffuso dal Consiglio dei Ministri informa che lo "spirito di fondo" del decreto è di " uniformare la soglia spartiacque tra grandi e piccoli enti".
Va letta in questo senso la decisione di aumentare a 220mila euro il limite minimo di entrate annue per gli obblighi di trasparenza sui compensi erogati (art.14 comma 2 Codice del Terzo settore);
Inoltre, per gli enti non commerciali con proventi annui inferiori a 220mila euro (e non 50mila come attualmente previsto) basterà redigere un rendiconto per cassa al posto delle onerose scritture contabili a cui dovranno sottoporsi gli Ets che supereranno lo stesso limite.
Tali modifiche "alleggeriscono" di fatto l'operato degli enti minori, rimandando alle realtà di grandi dimensioni il compito di rispondere ai maggiori adempimenti richiesti dal Codice.
Sul fronte fiscale, invece, è previsto che gli enti con ricavi superiori ai costi entro il limite del 10% e per un massimo di due periodi di imposta consecutivi, saranno considerati comunque non commerciali: un intervento che risponde all'esigenza di mantenere la qualifica di attività non commerciale anche in presenza di lievi scostamenti tra costi e ricavi.
Ma le novità apportate dai decreti correttivi vanno ben oltre i già citati aspetti contabili e fiscali, riguardando principalmente: le attività di interesse generale esercitabili, l'acquisto della personalità giuridica, la revisione legale dei conti, le organizzazioni di volontariato e di promozione sociale.
In particolare, il nuovo testo integra l'elenco delle attività d'interesse generale esercitabili dagli enti del Terzo settore: l'articolo 5 comma 1, lettera e) vengono aggiunte le parole "tutela degli animali e prevenzione del randagismo ai sensi della legge 14 agosto 1991, n.281", con ciò colmando una lacuna che tante proteste aveva sollevato tra le associazioni animaliste. Attività di interesse generale, si precisa con la nuova formulazione dell'art.4, che devono essere esercitate in via esclusiva o principale se si vuol essere considerati Enti del Terzo Settore.
Inoltre, fermo restando il controllo contabile già previsto, l'obbligo di sottoporsi a revisione legale dei conti sussiste solo per gli enti del Terzo settore di maggiori dimensioni; revisione legale che può essere affidata all'organo di controllo interno a condizione che in tale organo di controllo sia presente un revisore legale iscritto nell'apposito registro.
Due modifiche significative vengono apportate anche all' articolo 32, che tratta delle organizzazioni di volontariato, e 34, che tratta del loro ordinamento e amministrazione.
Per quanto riguarda l'art. 32, si precisa che le ODV, cosi come le APS, che prima dovevano avvalersi in modo prevalente delle prestazioni dei volontari associati, debbano ora avvalersi in modo prevalente "dell'attività di volontariato dei propri associati o delle persone associate agli enti associati".
La seconda modifica, assai significativa, prevede che "i lavoratori subordinati che intendano svolgere attività di volontariato in un ETS hanno diritto di usufruire delle forme di flessibilità di orario di lavoro o delle turnazioni previste dai contratti o dagli accordi collettivi, compatibilmente con l'organizzazione aziendale".
In secondo luogo, dando così risposta ad un quesito che sinora non aveva trovato soddisfazione, si precisa che se nel corso del tempo il numero degli associati diviene inferiore a sette, le ODV e le APS dovranno integrarlo entro un anno; limite trascorso il quale, se non fanno richiesta di essere iscritte in un'altra sezione del Registro Unico, saranno cancellate dal Registro stesso.
Restando in tema di ODV, il decreto correttivo precisa che gli atti costitutivi e quelli connessi allo svolgimento delle attività delle organizzazioni di volontariato sono esenti dal pagamento dell'imposta di registro.
Infine, cambia il numero dei Componenti il Consiglio Nazionale del Terzo Settore (art. 59 del Codice). Saranno infatti 10, e non più 8, i rappresentanti designati dall'associazione di enti del terzo settore più rappresentativa sul territorio (in pratica, dal Forum del Terzo Settore) e 16 (invece che 14) quelli designati dalle reti associative.
Come anticipato in via preliminare, tali modifiche non sono ufficiali bensì verranno poste all'attenzione delle Commissioni Parlamentari: la riforma del Terzo settore continua così il suo graduale percorso all'insegna dei mutamenti; bisogna pertanto essere costantemente aggiornati sui nuovi scenari al fine di non farsi trovare impreparati nel momento in cui il Codice entrerà completamente in vigore.

Da AICS Leggi&Fisco del 7 Marzo 2018

REGISTRO CONI 2.0, ADEMPIMENTI PER COMITATI E ASD/SSD
di Pier Luigi Ferrenti
Per le ASD/SSD iscritte nel Registro CONI delle Associazioni e delle Società sportive dilettantistiche, (iscrizione obbligatoria per godere delle agevolazioni fiscali previste dalla normativa concernente le Associazioni e le Società sportive dilettantistiche) il 2017 è stato un anno di grandi novità.

A partire dalle delibere sulle discipline sportive riconosciute (vedi in ultimo la delibera del Consiglio Nazionale del CONI n.1569 del 10 maggio 2017) e per concludere con l'istituzione del "Registro 2.0", conseguente all'approvazione (delibera del Consiglio Nazionale del CONI n.1574 del 18 luglio 2017) del Nuovo Regolamento di Funzionamento del Registro nazionale Associazioni e Società sportive dilettantistiche... (Continua qui) 

ASD E CANCELLAZIONE DAL REGISTRO CONI. COME FARE?   
di Alessio Silvestri
Con delibere n°1566 del 20 Dicembre 2016 e n°1568 del 14 Febbraio 2017, il CONI ha ufficialmente riconosciuto 385 discipline sportive nazionali iscrivibili nel registro Coni. In conseguenza di tale decisione, a partire dal 01.01.2018 saranno eliminate dal registro un gran numero di Associazioni sportive dilettantistiche, esercenti esclusivamente attività quali, ad esempio, lo Yoga, il Burraco, il Paintball, il Crossfit e molte altre.  Leggi qui il resto  

LA RIFORMA DEL TERZO SETTORE PER LE ASD
 di Alessio Silvestri
Uno dei quesiti che ha recentemente diviso gli addetti ai lavori del mondo del no-profit riguarda la possibilità, o l'impossibilità, di accedere al registro unico del terzo settore (Ruts) per le associazioni sportive dilettantistiche. Un interrogativo che ha avuto origine già prima dell'approvazione definitiva del Codice (D.lgs 117/2017), non essendo le Asd esplicitamente menzionate tra le sette tipologie riconosciute quali enti del terzo settore.

Clicca qui per continuare.
IL PUNTO SUL CONTROVERSO COMMA 358 DELLA FINANZIARIA 2018
di Luigi Silvestri
Il mondo dell'associazionismo sportivo attraversa un periodo di grande incertezza a seguito dei provvedimenti legislativi contenuti nella legge finanziaria 2018, in particolar modo per la problematica dei compensi di cui all'art. 67 del t.u.i.r .

La Legge di Bilancio 2018 ha innovato profondamente la normativa in materia di compensi sportivi ,stabilendo che le prestazioni rese ai fini istituzionali in favore delle A.S.D. e S.S.D. (non lucrative) "costituiscono oggetto di contratti di collaborazione coordinata e continuativa", pur essendo ai fini fiscali trattati come redditi diversi.

La problematica merita un'analisi molto dettagliata. (Clicca qui per il resto dell'articolo)

IL PUNTO SULLE SOCIETA' SPORTIVE DILETTANTISTICHE LUCRATIVE
di Alessio Silvestri
Con l'approvazione della legge finanziaria 2018, fa ingresso nel nostro ordinamento giuridico la società sportiva dilettantistica lucrativa, regolata dai commi 353 e s.s. della medesima legge.

L'agevolazione della riduzione alla metà dell'aliquota Ires (attualmente al 12%) viene affiancata dalla riduzione dell'aliquota iva al 10% per i servizi di carattere sportivo resi dalle medesime società nei confronti di chi pratica l'attività sportiva in impianti da esse gestite. (Clicca qui per saperne di più)

A.P.S. E CODICE DEL TERZO SETTORE
di Alessio Silvestri
Con l'entrata in vigore del Codice del Terzo settore (D.lgs 117/2017), la disciplina delle associazioni di promozione sociale è stata significativamente riformata. Al fine di fornire informazioni chiare ed esaustive, suddividiamo per gradi le principali novità inerenti al mondo delle Aps (articolo 35 e seguenti). Leggi qui.  

RIFORMA DELLE IMPRESE SOCIALI: NUOVI VANTAGGI PER IMPRENDITORI,INVESTITORI E CITTADINI
di Alessio Silvestri

Tra gli Enti riconosciuti dall'Art. 46 comma 1 del Codice del Terzo Settore, assumono particolare rilevanza le imprese sociali, ovvero "enti privati(tra cui società di capitali), enti religiosi o cooperative sociali che svolgono principalmente attività di interesse generale volte al perseguimento di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale." (Clicca qui per saperne di più) 

GLI EFFETTI DELLA RIFORMA SUL MONDO DEL VOLONTARIATO
di Alessio Silvestri
Maggiore trasparenza, una chiara identità e nuove discipline per gli oltre quattro milioni di italiani impegnati come volontari in enti, associazioni e fondazioni.

La riforma del terzo settore e l'abrogazione della precedente legge di riferimento (l. 266/91) hanno consegnato al mondo del volontariato una normativa in grado di far chiarezza sul ruolo sociale che l'attività volontaria e l'impegno civico giocano per il nostro Paese.

Leggi qui l'articolo.


CODICE DEL TERZO SETTORE E REGIME TRANSITORIO: CHIARIMENTI DEL MINISTERO DEL LAVORO
di Alessio Silvestri
Il Ministero del Lavoro con la circolare n° 34/0012604 del 29/12/2017 ha fornito importanti precisazioni in merito al raccordo fra le normative dettate dal codice del terzo settore (d.lgs  117/2017) e l'operatività del Registro Unico, nel periodo transitorio fino all'entrata in vigore di quest'ultimo.
Clicca qui per conoscere i principali chiarimenti forniti dal Ministero.  

ENTI DEL TERZO SETTORE E VOLONTARI, istituzione del Registro e Obbligo di Assicurazione
di Pier Luigi Ferrenti
Tra le innumerevoli innovazioni che il DLGS 117/2017 (Codice del Terzo Settore) ha apportato, particolarmente significative sono quelle che concernono la figura del volontario e l'attività di volontariato.

Ad esse è dedicato l'intero Titolo III del decreto (articoli 17-19) e numerosi sono i richiami in altri articoli del Codice. Tale innovazioni comportano una serie di adempimenti e di obblighi per gli Enti del Terzo Settore (ETS), molti dei quali già in vigore.

Leggi qui per saperne di più.

I LIBRI SOCIALI OBBLIGATORI PER GLI ENTI DEL TERZO SETTORE
di Pier Luigi Ferrenti
Molte disposizioni previste da DLGS 117/2017 (Codice del Terzo Settore) sono di immediata applicabilità per gli Enti del terzo Settore (ETS) iscritti nei registri delle Associazioni di Promozione Sociale (APS) e delle organizzazioni di Volontariato (ODV).

Ciò in quanto, come chiarito dal Ministero del Lavoro con una nota inviata alle Amministrazioni regionali (Codice del Terzo settore. Questioni di diritto transitorio. Prime indicazioni. 29 dicembre 2017) in forza dell'articolo 101 comma 3 del Codice, nelle more della istituzione del registro unico nazionale (RUNTS), il requisito dell'iscrizione a tale registro "si intende soddisfatto attraverso l'iscrizione degli enti ad uno dei registri attualmente previsti dalle normative di settore".

Leggi qui per saperne di più.


SOCI MINORENNI E DIRITTO DI VOTO
di Alessio Silvestri
Con l'ordinanza n.23228 del 4 Ottobre 2017, la Corte di Cassazione sez.VI ha stabilito la necessità  di estendere il diritto di voto per le assemblee associative ai soci minori d'età. (Clicca qui per saperne di più)


OBBLIGO DI PUBBLICITA' E TRASPARENZA
di Luigi Silvestri
Il ministero del lavoro è, finalmente, intervenuto sulla spinosa problematica della decorrenza dell'obbligo di pubblicità e trasparenza (commi 125-129 della legge 124/2017 - legge sulla concorrenza), precisando che riguarda le somme incassate dal 2018. Pertanto, il primo adempimento sarà effettuato entro il 28.02.2019 e non entro il 28 Febbraio 2018 come ipotizzato inizialmente dagli addetti ai lavori. (Leggi qui il resto dell'articolo) 

SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E BEVANDE IN OCCASIONE DI EVENTI O MANIFESTAZIONI

L'articolo 70, comma 2, del Codice del Terzo settore, prevede che "Gli enti del Terzo settore, in occasione di particolari eventi o manifestazioni, possono, soltanto per il periodo di svolgimento delle predette manifestazioni e per i locali o gli spazi cui si riferiscono, somministrare alimenti e bevande, previa segnalazione certificata di inizio di attività e comunicazione, ai sensi dell'articolo 6 del Regolamento (CE) n. 852/2004, in deroga al possesso dei requisiti di cui all'articolo 71 del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59".

Il Ministero dello Sviluppo Economico, con Risoluzione n.398528 del 26 settembre 2017, ha ulteriormente chiarito a chi si debba applicare tale norma, quali siano i requisiti a cui si deroga e come rimanga ferma la previgente disciplina che regola la somministrazione di alimenti e bevande nei circoli provati.
La norma, dice il Ministero, non può che essere applicata ai soggetti espressamente richiamati nella medesima, ossia agli enti del terzo settore di cui all'art. 4 del decreto 117/2017, iscritti nel Registro unico nazionale.
Come noto, per le interpretazioni successivamente date dal Ministero del lavoro, sono già oggi Enti del terzo Settore le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale iscritte negli specifici registri.

ODV e APS possono già pertanto, in occasione di particolari eventi e manifestazioni, e per la durata delle stesse, somministrare alimenti e bevande al pubblico, anche se non in possesso dei requisiti professionali e di onorabilità previsti dall'articolo 71, comma 6, del decreto legislativo 59/2010, come modificato dal decreto legislativo 147/2012.

E' sufficiente che esse producano una SCIA ai sensi dell'articolo 6 del Regolamento (CE) n. 852/2004.

L'art. 70 del Codice del Terzo Settore, conclude il Ministero, non ha innovato la normativa relativa all'attività di somministrazione di alimenti e bevande nei circoli privati, restando ferma per essa la soppressione dell'obbligo del possesso dei requisiti di professionalità.






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